Gen2014

Il contante resiste alle carte di credito

Incrementano le transazioni delle carte di credito ma il denaro contante non cede.

L’Associazione Bancaria Italiana (ABI) nel suo ultimo rapporto ha rivelato che nel secondo trimestre del 2013, rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, le carte di credito hanno visto incrementare le transazioni del 14%.

I dati sono stati diffusi dall’ABI, al Convegno “Carte 2013”  organizzato anche da Consorzio Bancomat per fare il punto sui sistemi di pagamento in Italia.

Da un lato la relazione mostra un uso sempre più diffuso dei pagamenti elettronici, bancomat e carte di credito, ma dall’altro evidenzia una non corrispondente riduzione della circolazione del contante.

È stato infatti altresì riscontrato un contestuale aumento del 2% dei prelievi allo sportello Atm.

Questo non fa che confermare che, nonostante il denaro di plastica si stia diffondendo sempre più rapidamente, il contante per ora fatica ad andare “in pensione” .

Anzi, con una massiccia percentuale dell’87% di pagamenti in contante, l’Italia rimane in Europa il Paese delle banconote e delle monete.

Di fatto, in molti ritengono che il contante sia l’unico modo per rendersi effettivamente conto delle uscite che con le carte di credito non sono immediatamente visibili. Quindi, vuoi per retaggio culturale, vuoi per l’alta percentuale di persone anziane nella popolazione italiana il contante resiste alle carte di credito.

Tanti sono ancora coloro che fanno rifornimento presso gli sportelli bancari e preferiscono effettuare acquisti utilizzando il contante, nonostante i costi per l’uso delle carte di credito si siano notevolmente ridotti rispetto al passato.

Ad esempio, infatti, sono molte le banche che hanno abolito il canone annuo sulla carta Bancomat per i correntisti che scelgono i conti correnti a pacchetto, così come sono sempre più numerose le carte di credito che, per andare incontro alle esigenze dei clienti , hanno eliminato la quota associativa annua o hanno previsto un importo della stessa molto basso.

Inoltre quello che caratterizza l’Italia non è tanto lo scarso numero di carte di credito diffuse, quanto il loro ridotto utilizzo rispetto alle medie Ue. Infatti si rilevano appena 31 operazioni annue pro capite in media per adulto, contro le 140 della Francia, le 54 della Germania, le 175 del Regno Unito ed una media europea di 93.

Nonostante il contante resista, è fuori dubbio che la sicurezza data dagli strumenti di pagamento di plastica sia maggiore. Basta infatti una semplice telefonata per bloccare subito la carta in caso di smarrimento. Stessa procedura per il Bancomat.

Qualora invece dovessimo perdere un portafoglio, con ogni probabilità potremo dire addio al denaro contante.

Riusciranno queste motivazioni a convincere sempre più ad utilizzare le carte di credito al posto del contante o il retaggio culturale vincerà su tutto il resto?

Erica Venditti

 

(Riceviamo da Erica Venditti e volentieri pubblichiamo)

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