Nov2014
"AUTO DA FE’" di Elias Canetti (548 pag.)

"AUTO DA FE’" di Elias Canetti (548 pag.)

Secondo libro di Canetti letto, dopo “La lingua salvata”. Si tratta del suo primo e unico romanzo pubblicato nel 1935, bandito dai nazisti e poco apprezzato dal pubblico, nonostante le critiche positive di Thomas Mann. Conobbe il successo solo negli anni ’60 (del 900). È un libro diviso in tre parti:

-la prima, "Testa senza mondo" si svolge quasi tutta nell’appartamento del protagonista Peter Kien, filologo di fama mondiale che viveva in un assoluto isolamento insieme ai suoi libri, migliaia e migliaia di opere rare e rarissime, che studiava con metodo e trattava come fossero figli. Ma tale isolamento non gli impediscono di fare la sciocchezza di sposarsi con la donna di servizio che, in breve tempo, lo porterà alla completa rovina economica. Una bella botta in questo senso la da anche il portiere di cui Peter è succube.

-La seconda parte, "Mondo senza testa", si svolge invece tra le strade di Vienna, dove Peter Kien si ritrova a vagare senza meta e sostanzialmente straccione. Qui conosce e si accompagna con l’ebreo nano Fischerle, scacchista, millantatore e delinquente, fino al suo assassinio da parte di un finto cieco.

-La terza e ultima parte, "Il mondo nella testa", c’è la riabilitazione del povero Kien che viene salvato dal fratello psichiatra, che arriva da Parigi appositamente per occuparsi del fratello. Ritornato tra i suoi libri, finirà in maniera tragica lasciandosi morire nel rogo che distruggerà la sua straordinaria biblioteca. Tale catarsi sembra abbastanza evidente si riferisca all’ascesa de nazismo e all’epilogo che farà fare al popolo tedesco.

Considerato un capolavoro della letteratura mitteleuropea del ‘900, ho avuto la tentazione di metterlo da parte un sacco di volte… ma ho resistito e sono arrivato in fondo. In effetti piano piano il libro si apre e la lettura diventa, se non più piacevole, quantomeno più facile. Credo che la chiave sia nei personaggi stessi del romanzo. Da quelli più odiosi a quelli più “potabili”. I quali, in qualche modo, sono lo stesso romanzo. In ogni caso niente a che vedere con l’autobiografia “la lingua salvata” e, francamente, non mi ha lasciato un ricordo troppo piacevole.

Nessun
commento
Per scaricare i contenuti gratuiti oppure per vedere e postare i commenti al Blog devi essere un utente registrato.
Se sei già iscritto Entra oppure Registrati inserendo i tuoi dati nel form di registrazione.